Il progetto MOSAIC è un’iniziativa europea di ricerca e innovazione volta a trasformare la gestione dei contenuti multimediali attraverso strumenti avanzati di intelligenza artificiale. La sua ambizione principale è rendere possibile la trasformazione degli archivi di contenuti europei, sostenendo la creazione di nuovi media facilmente adattabili e riutilizzabili nei diversi Paesi. Integrando funzionalità di IA come sottotitolazione, doppiaggio, trascrizione, traduzione e sintesi automatica in più lingue europee (tra cui inglese, italiano, tedesco, francese, spagnolo, catalano, sloveno ed estone), MOSAIC favorisce la collaborazione transfrontaliera e una distribuzione più estesa dei contenuti a un pubblico ampio e diversificato. In qualità di coordinatore del progetto, Fincons Group guida questa iniziativa insieme a un consorzio di undici partner di rilievo. Grazie a questa collaborazione, il progetto testerà e validerà la piattaforma MOSAIC in casi d’uso reali, assicurando che risponda alle esigenze dell’industria dei media nel rispetto dei valori europei di privacy, uso etico dell’IA e diversità linguistica. Tutte le tecnologie sono sviluppate da fornitori europei, garantendo una piattaforma davvero pensata da e per il sistema mediatico europeo.
La prof.ssa Pilar Orero, docente presso l’Universitat Autònoma de Barcelona (UAB) e responsabile dell’accessibilità per MOSAIC, ha condiviso alcune riflessioni sull’impatto del progetto in termini di accessibilità e inclusione.
Specializzata in traduzione, accessibilità e comunicazione interculturale, nel corso della sua carriera la Prof.ssa Orero ha superato i confini della traduzione linguistica tradizionale, esplorando la traduzione semiotica, ovvero la trasformazione del significato tra diversi codici, come da immagine a testo o da testo a suono. La sua esperienza spazia dalla traduzione audiovisiva al sottotitolaggio, doppiaggio e voice-over, fino allo sviluppo più recente di servizi inclusivi come i sottotitoli per sordi e ipoudenti (SDH), l’audiodescrizione per ciechi e l’interpretazione in lingua dei segni.
Come ricorda la Prof.ssa Orero: “In meno di dieci anni siamo passati da semplici sottotitoli e doppiaggi a un intero ecosistema di servizi di accessibilità. L’evoluzione è stata tecnologica, ma anche profondamente umana, e come ogni innovazione, apre nuove porte alla partecipazione”. Parlando del progetto MOSAIC, aggiunge: “La sua unicità deriva soprattutto dal riuso e dalla trasformazione dei contenuti esistenti, rendendolo un progetto che riguarda tanto la sostenibilità quanto l’accessibilità. Abbiamo già enormi archivi di materiali accessibili: perché non riutilizzarli per generare nuovi servizi e raggiungere più persone?”.
Mentre i flussi di lavoro tradizionali per l’accessibilità richiedono spesso grandi investimenti di tempo, competenze e risorse economiche per produrre contenuti inclusivi, MOSAIC riconosce il valore nascosto conservato nelle migliaia di ore di dati accessibili già presenti negli archivi dei broadcaster. Ad esempio, i sottotitoli esistenti possono essere trasformati in audio-sottotitoli, un servizio particolarmente utile in Paesi come Italia, Spagna, Francia o Germania, dove il doppiaggio è la norma, o per persone che faticano a leggere i sottotitoli, come chi ha dislessia. Allo stesso modo, le audiodescrizioni create per i film possono essere adattate per eventi dal vivo, come i festival musicali. Pilar aggiunge: “Stiamo trovando modi creativi per dare nuova vita ai contenuti esistenti. Non è solo efficiente: è sostenibile, inclusivo e in linea con l’European Accessibility Act”.
MOSAIC è infatti pienamente allineato all’European Accessibility Act, una pietra miliare legislativa entrata in vigore nel giugno 2025 per garantire che prodotti e servizi digitali in tutta l’UE siano accessibili a tutti. Mentre l’Europa si adatta al nuovo quadro normativo, progetti come MOSAIC possono fungere sia da guida sia da prova concreta di come integrare l’accessibilità nella produzione mediatica fin dalle prime fasi. “Molte organizzazioni stanno solo ora realizzando la varietà di servizi di accessibilità disponibili”, spiega Pilar. “MOSAIC ha contribuito a sensibilizzare gli operatori dei media su cosa significhi accessibilità e sulle opportunità creative che offre”.
Il progetto MOSAIC va oltre l’accessibilità legata alla disabilità, abbracciando una definizione più ampia di inclusione che si estende a chi sta imparando una lingua, espatriati, migranti e comunità vulnerabili. La ricchezza linguistica, dei sistemi di scrittura e culturale dell’Europa richiede una soluzione flessibile che superi gli approcci standardizzati. In pratica, ciò significa anche affrontare l’annoso problema dei silos linguistici: i contenuti prodotti in un paese spesso rimangono confinati al mercato linguistico di origine, soprattutto nel caso di notizie, formati a rapida produzione o progetti con budget limitati per doppiaggio e sottotitolazione professionale.
La traduzione, la sottotitolazione e il doppiaggio sintetico basati sull’IA di MOSAIC possono cambiare radicalmente questa dinamica. Rendendo possibile un adattamento linguistico rapido, economico ma di alta qualità, MOSAIC può abbattere le barriere e rendere i contenuti accessibili oltre i confini, permettendo a storie, informazioni e prodotti culturali di circolare più liberamente in Europa. In questo modo, si rafforza lo scambio culturale e la partecipazione democratica, offrendo a più persone l’accesso a informazioni tempestive nella lingua che comprendono. Ampliando il pubblico di riferimento, MOSAIC ridefinisce l’accessibilità come principio universale di progettazione, qualcosa che arricchisce l’esperienza di tutti, non solo di chi ha esigenze specifiche.
Come afferma Pilar: “L’accessibilità è per tutti. Vogliamo assicurarci che nessuno rimanga indietro, che si tratti di una disabilità, di una barriera linguistica o della mancanza di competenze digitali”. Per esempio, i servizi di semplificazione delle notizie sviluppati dal progetto mirano a rendere il giornalismo televisivo più facile da comprendere, contrastando la cattiva informazione e garantendo che informazioni importanti raggiungano tutti i cittadini. Allo stesso modo, l’accesso multilingue agli archivi permette a ricercatori e pubblico di esplorare collezioni televisive e mediatiche di diverse aree linguistiche, contribuendo ad abbattere barriere culturali e a rafforzare l’inclusione a livello europeo.
Il progetto MOSAIC rappresenta molto più di un’innovazione tecnica: è un nuovo modo di pensare la comunicazione, la sostenibilità e l’inclusione. “La tecnologia ci dà gli strumenti, ma sono la collaborazione e l’empatia a rendere possibile il cambiamento”, conclude Pilar.